L’Osteoporosi Non Esiste

OsteoporosiNonEsiste

Come hai letto nell’articolo precedente (se non l’hai ancora fatto lo trovi cliccando qua), l‘industria farmaceutica, assieme alla classe medica, ha creato la Fabbrica dei Malati dove anche tu sei un partecipante.

Nell’illuminante libro di Marcello Pamio – La Fabbrica dei Malati è presente un capitoletto che parla dell’osteoporosi e che io oggi riassumo.

Non è possibile fornire informazioni dettagliate di un testo intero in un solo articolo e per questo, qualora volessi saperne di più perché non sei convinto di ciò che tra poco leggerai o perché, come spero più persone faranno, vuoi saperne di più e diventare consapevole della realtà che ti circonda, ti procurerai il libro.

“I cambiamenti della realtà che ci circonda possono avvenire soltanto se ognuno di noi ne diventa consapevole e agisce”

Ma ora parliamo di Osteoporosi e di come essa sia una malattia creata a tavolino.

Prima di tutto serve capire come funzionano le nostra ossa e sapere che grazie a una loro analisi si può dedurre l’età di una persona.

Cosa significa?

Significa che il nostro scheletro muta naturalmente con il passare degli anni e solo uno stile di vita sano, NON una dose di farmaci tossici, può contribuire a mantenerlo il più giovane possibile.

Lo scheletro umano raggiunge la sua compattezza massima circa sui 35 anni di età per poi contrarsi negli anni successi.

La colonna vertebrale è la prima a essere interessata da questo processo che ogni anno fa diminuire (dopo i 35 anni di età), la compattezza ossea di una percentuale che oscilla dall’1 all’1,5%.

Pensa, a 70 anni hai già perso all’incirca un terzo della massa ossea ma NON perché sei malato (osteoporosi) ma perché questa è la natura.

L’atrofia ossea è quindi un fenomeno concomitante all’invecchiamento: spiacevole ma naturale.

L’osteoporosi, sconosciuta prima degli anni ’80, è diventata, grazie a una campagna di pubbliche relazioni ben orchestrata, un problema sanitario che interessa tutte le donne in menopausa.

Tutto cominciò nel 1975  dove uno studio dimostrò che il rischio di cancro all’endometrio aumentava esponenzialmente nelle donne che assumevano estrogeni (ormoni di sintesi).

Davanti a un’evidente pericolosità nell’utilizzo di estrogeni (che sono anche collegati al cancro al seno, ovaie, malattie alla cistifellea, fegato e diabete) vi fu il panico nelle sale ovali delle industrie che li producevano.

Che fare per vendere lo stesso i loro prodotti ricchi di dannosissimi estrogeni?

Bastò aggiungere del progesterone sintetico dicendo che avrebbe protetto l’utero dalla proliferazione cellulare indotta dall’estrogeno.

Ecco che così nacque la famosa terapia di sostituzione ormonale (HRT).

Per stimolare la vendita di questi nuovi prodotti, la Ayerst (azienda farmaceutica che vende il Premarin) pagò profumatamente un’importante società di Pubbliche Relazioni per pubblicizzare e “creare” l’osteoporosi con l’utilizzo di riviste, tv e radio (media).

Come ti dicevo nell’articolo precedente è essenziale incutere terrore nelle persone per fare si che prendano seriamente in considerazione un problema e cercare di risolverlo correndo ad acquistare farmaci.

Nasce così l’osteoporosi: una malattia tremenda in grado di causare la frattura ossea (bacino, anca, femore, ecc) e provocando, come conseguenza, la morte di circa il 45% delle donne nel giro di un anno dopo una frattura al femore.

Terrorismo psicologico pericolosissimo capace d’indurre le persone a smettere di prendere vere misure preventive (alimentazione sana, sole, attività motoria) che possono aiutare a ridurre seriamente il rischio di fratture.

Perfetto, lo slogan della morte conseguente a una frattura al femore aveva (e ha) funzionato perfettamente e serviva un esame fatto su misura per giustificare e conclamare l’osteoporosi, dato che essa non ha sintomi particolari.

Nascono così i macchinari per misurare la densità ossea (MOC) tarati su un parametro ridicolo: la densità ossea di una giovane di 30 anni.

Ovvio che secondo questo parametro le donne più mature risultino malate!

L’ascesa del test per la densità ossea contribuì all’esplosione delle vendite dei farmaci per l’osteoporosi creando un mercato globale per l’industria farmaceutica che frutta oltre 5 miliardi di dollari all’anno.

Un vasto studio olandese pubblicato nel 1997 rilevò che la diminuzione della densità ossea in realtà rappresenta solo circa un sesto del rischio totale di un’eventuale frattura all’anca e che diversi altri fattori come la forza dei muscoli e la probabilità di cadere (per colpa di tappeti, scalini, oggetti per terra, ecc) hanno una grossa influenza.

Tranquilla, la densità ossea è solo una componente relativamente minore della probabilità di una frattura.

Per finire, se ancora non sei convinta a lasciare perdere i farmaci per l’osteoporosi/menopausa che stai assumendo, sappi che uno studio recente (tutto è scritto nel dettaglio nel libro) ha dimostrato che l’uso prolungato di questi farmaci finirebbe per aumentare il rischio di fratture insolite al femore.

Pazzesco, il farmaco creato su misura per curare l’osteoporosi sarebbe collegato con un aumento della fratture ossee!

Ora ti trovi davanti a due scelte:

  1. Non credi e non t’interessa approfondire ciò che hai appena letto e continui ad assumere farmaci e vivere come meglio preferisci
  2. Migliori il tuo stile di vita per favorire la tua salute fisica e mentale

“Spesso le persone credono che non facendo nulla non si debba affrontare una scelta…non è così: ogni volta che decidi di non fare una scelta, l’hai appena fatta e avrà delle conseguenze”

Testo di riferimento ===> clicca qua

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